“FACTOTUM” è una nuova canzone italiana di Marracash, pubblicata sul canale YouTube Marracash. Il brano, scritto da Marracash, Marz (ITA) e Zef, è prodotto da Marz (ITA) e Zef e fa parte dell’album È FINITA LA PACE. Pubblicata il 13 dicembre 2024, la traccia offre un’esperienza musicale intensa e realistica, riflettendo le sfide del mondo moderno attraverso testi diretti e taglienti.
La canzone esplora la vita delle classi lavoratrici e precarie, evidenziando le difficoltà quotidiane, i lavori umili e le condizioni disumane spesso affrontate. Marracash descrive con crudo realismo un’esistenza ciclica fatta di sfruttamento, precarietà e mancanza di prospettive, ponendo l’accento su un sistema sociale che logora gli individui sia fisicamente che emotivamente. Attraverso immagini potenti e un linguaggio diretto, l’artista dà voce a chi lotta per sopravvivere in un contesto economico e sociale opprimente.
FACTOTUM Details
| Song | FACTOTUM |
|---|---|
| Album | È FINITA LA PACE |
| Artists | Marracash |
| Written By | Marracash, Marz (ITA) & Zef |
| Produced By | Marz (ITA) & Zef |
| Label | Marracash |
| Language | Italian |
| Released Date | Dec 13, 2024 |
FACTOTUM Lyrics
[Ritornello 1]
Fuori è ancora buio pesto
Che bestemmio appena sveglio
Mangio male e poco sesso
Faccio tutto a basso prezzo
Ehi, lavori umili, vestiti sudici in buchi umidi
Uomini ruvidi, a trenta ruderi con gli occhi lucidi
Signore, aiutami, Signore, Signore, Signore
[Strofa 1]
Il lavoro debilita l’uomo, non rinuncia la sera all’uscita
Vado a letto la notte che muoio, mi sveglio che sono quasi in fin di vita
Oggi in un cantiere io e un eritreo, metto canaline su un piano intero
In pausa stecchiti dormiamo in cartoni imbottiti di lana di vetro
La vita è “produci-consuma-crepa”, chiunque di noi prima o poi lo accetta
È che si crepa già prima di finire sotto terra
Produco il meno possibile, rubo il rubabile per ritardare che mi crepi l’anima
Poi fuori fa scuro ed ognuno va nel formicaio in cui abita
[Ritornello 1]
Fuori è ancora buio pesto
Che bestemmio appena sveglio
Mangio male e poco sesso (Oh-oh-oh)
Faccio tutto a basso prezzo
Ehi, lavori umili, vestiti sudici in buchi umidi
Uomini ruvidi, a trenta ruderi con gli occhi lucidi
Signore, aiutami, Signore, Signore, Signore
[Strofa 2]
Sì, qualche mese alla Swiss Post, magazziniere part-time in Swatch
Mediaworld, Carrefour, carico, scarico, dammi un incarico e lì sto
Coi disertori, gli ammutinati, lavori saltuari, facciamo di tutto
Legali e illegali, ma basta una multa e la giornata è gratis
Che vita di scrocco, piccoli prestiti, squilli 4088 (Yeah)
Mossi per pagarti i vizi e del cibo precotto
Siamo delle popolari, facciamo di tutto, legali e illegali
Prendiamo di tutto, legali e illegali
Nessuna ref, nessuno che mi assuma, nessuno a me
Sicuro devi leccare il culo per
Ti giuro che piuttosto digiuno, man, o rubo a te
Nessuna c’è, nessuno che mi aiuta, nessuno a me
Ti giuro che piuttosto digiuno, man
Sì, fuggo in un bel giorno di giugno e ti giuro che
[Ritornello 2]
Fuori è ancora buio pesto
Che bestemmio appena sveglio
Mangio male e poco sesso (Oh-oh-oh)
Faccio tutto a basso prezzo, ehi
Contratti subdoli, miseri sudditi
Schiavi dei mutui, e come stupidi
Sputtani gli utili in cose futili
Che Dio li fulmini
Factotum, factotum, factotum
[Outro]
Inchiodati alle abitudini (Lavori utili)
Col sole o coi fulmini (Legami futili)
Ammaccati come vecchi pugili (Legumi il lunedì)
Perché gli ultimi saranno gli ultimi (Mutui per ruderi)
Mangiamo scatolette, guidiamo scatolette, viviamo in scatolette (A trenta subdoli)
Forza, che oggi è lunedì
Solo Dio sa come si vive qui (Restare lucidi)
Solo Dio sa come si vive qui
Solo Dio sa come si vive qui (Con gli occhi sudici)
Solo Dio sa come si vive qui
E se ne fotte
FACTOTUM Meaning
[Ritornello 1]
In questa sezione, Marracash dipinge il quadro di una vita segnata dalla routine e dalla fatica. Il buio mattutino rappresenta non solo l’inizio della giornata ma anche l’oscurità simbolica delle condizioni di vita precarie. Il cantante esprime frustrazione per la monotonia e il sacrificio quotidiano, con uno stile di vita segnato da cattive abitudini alimentari, scarsità di relazioni intime e la necessità di accettare ogni tipo di lavoro pur di sopravvivere. La ripetizione del termine “Signore” enfatizza la disperazione e il bisogno di aiuto in un contesto apparentemente senza vie d’uscita.
[Strofa 1]
Marracash affronta direttamente il tema dello sfruttamento lavorativo, mettendo in evidenza le condizioni estenuanti e disumane a cui i lavoratori vengono sottoposti. La frase “produci-consuma-crepa” sintetizza la filosofia capitalista che consuma gli individui. Lavori duri come quelli svolti nei cantieri, accanto a colleghi provenienti da contesti difficili, diventano una metafora del sacrificio collettivo di chi lotta per la sopravvivenza. Marracash sottolinea anche l’impossibilità di sfuggire a questa spirale, poiché la morte metaforica della “crepa” avviene già prima di quella fisica, con un graduale deterioramento dell’anima e dello spirito.
[Ritornello 1]
Qui Marracash riprende il tema del ritornello iniziale, rafforzando l’idea di un’esistenza ciclica e oppressiva. Il buio, la fatica e il sacrificio diventano simboli universali di una vita intrappolata nel precariato e nella mancanza di prospettive. La preghiera al “Signore” sottolinea una speranza disperata di redenzione o sollievo in un contesto che lascia poche alternative.
[Strofa 2]
In questa strofa, Marracash approfondisce ulteriormente la precarietà lavorativa, elencando una serie di impieghi temporanei e sottopagati che simboleggiano l’instabilità economica e sociale. Attraverso riferimenti a lavori saltuari e legali o illegali, il cantante evidenzia come sia necessario arrangiarsi con qualsiasi mezzo per sopravvivere, anche a costo di accettare condizioni degradanti. La critica al sistema lavorativo è evidente, specialmente quando Marracash sottolinea l’assenza di opportunità stabili e la necessità di ricorrere a compromessi estremi, come leccare il culo o digiunare per poter andare avanti.
[Ritornello 2]
Il secondo ritornello amplia il concetto di sfruttamento, includendo anche i contratti subdoli e l’accumulo di debiti come i mutui. Marracash critica l’illusione di sicurezza economica che spinge le persone a spendere i pochi utili in beni inutili. La ripetizione del termine “Factotum” evidenzia l’idea di dover fare tutto per sopravvivere, spesso a costo della dignità personale.
[Outro]
Nella chiusura, Marracash sintetizza il messaggio della canzone con immagini potenti di vita quotidiana. Le “scatolette” rappresentano sia il cibo economico che le auto di scarsa qualità e gli appartamenti sovraffollati, simboli di un’esistenza compressa e limitata. La ripetizione di “Solo Dio sa come si vive qui” esprime rassegnazione e critica sociale, suggerendo che anche una forza divina potrebbe essere indifferente alle condizioni in cui vivono gli ultimi. Il pezzo si conclude con un senso di sfida, rassegnazione e una riflessione profonda sulla condizione umana.
FACTOTUM Official Video
È FINITA LA PACE Songs
FAQs
The "FACTOTUM" song is sung by Marracash.
The "FACTOTUM" song by Marracash lyrics was written by Marracash, Marz (ITA) & Zef.
The "FACTOTUM" song by Marracash was produced by Marz (ITA) & Zef.
Marracash released "FACTOTUM" song on Dec 13, 2024.
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